PANDORA
Cosa succederebbe?
Storia già conosciuta nell'Antica Grecia quando Pandora ruppe i sigilli dell'omonimo vaso regalatogli da Zeus liberando così tutti i mali del mondo, e accortasi dell'errore lo richiuse prima che l'ultimo elemento potesse fuoriuscire, la speranza.
E così, privo di un sigillo che garantisca la coesistenza di tutti gli interessi all'interno del vaso, quelli dei malvagi prenderanno il sopravvento, e provvederanno a imbrigliare il parlamento dalla base, legando mani e piedi ai parlamentari, privandoli della libertà di esprimersi e forse anche di pensare in maniera diversa dal partito svuotando di significato quel fastidioso articolo 67 che recita:
“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.”
Una volta che il Cerbero si è fatto cocchiere del parlamento la strada sarebbe spianata ad ogni sorta di male, saremmo vittime di un mostro con tre teste(risulterà facile immaginare quali volti avrà l'animale) che avanzando divorerebbe ogni cosa sul suo cammino.Questo è il momento in cui un urlo di disperazione ci risveglierebbe dall'incubo, e tutto sarebbe finito, ma il risveglio servirà solo a richiudere il vaso prima che la speranza possa essere liberata.
Il Cerbero è al galoppo da anni, e non è un sogno!
La Corte Costituzionale, guardiana del vaso, con la sentenza 154/1985, ha negato di poter giudicare la legittimità costituzionale dei regolamenti parlamentari(atti che disciplinano il funzionamento delle camere), in quanto non rientrano nella categoria di "Leggi e atti con forza di legge", su cui la corte ai sensi dell'art.134 della Costituzione è chiamata a pronunciarsi.
In parlamento ogni giorno si consumano innumerevoli violazioni del dettato costituzionale sotto lo sguardo ignaro (?) di Pandora, tutto sulla base di una parola... Regolamento, che a rigore di logica è un atto gerarchicamente subordinato alla legge; laddove, quindi, il costituente avrebbe voluto conferire un doppio rispetto da parte dei regolamenti parlamentari, alla legge prima, e alla costituzione poi - in quanto atti di natura amministrativa - la Corte Costituzionale, invece, forse per paura di un conflitto istituzionale, ha escluso questi regolamenti dal suo controllo assegnando loro una posizione indefinita all'interno della gerarchia delle fonti.
Prendete coscienza di quanto è avvenuto e diffondete questo messaggio fino a fargli raggiungere le porte di "Palazzo della Consulta".
Vigilate gente, il vaso è già stato aperto!
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