L'uomo
occidentale è uno schiavo. Ma non di Silvio Berlusconi, Nicolas
Sarkozy, Angela Merkel, David
Cameron, Hu Jintao o di Barack Obama. L'uomo
occidentale è schiavo del peggior tipo di regime autoritario che sia
mai esistito. Che non è il nazismo, non è il fascismo e non è
nemmeno il comunismo. Ma è la dittatura del mercato. L'unica legge
che conta è che “Bisogna stimolare i consumi per aumentare la
produzione”. La più grande balla mai detta nella storia dell'uomo.
L'economia viene messa al centro del sistema. La crescita economica,
questa è diventata la cosa più importante, lo scopo di ogni cosa. E
dov'è l'uomo in tutto questo? Una volta, in quella società
pre-industriale schifata da tutti, si parlava di “economia
umanizzata” cioè a forma di uomo. Oggi invece si parla di “umanità
meccanizzata”. Ma crescere per cosa? Perché? Se non c'è una
domanda sufficiente , perché si continua a produrre? Il lavoro è
diventato un valore fondamentale. Una volta non era così. Nella
società pre-industriale, quando il problema della disoccupazione non
esisteva(un contadino da chi poteva essere licenziato? Dal campo da
coltivare? E l'artigiano da chi? Dalla terracotta da lavorare?) si
lavorava quel tanto che bastava per poter vivere, il resto era vita.
L'uomo in tutto questo è diventato, appunto, un essere meccanizzato.
Come scrive Massimo Fini ne “La ragione aveva torto?” l'uomo
lavora sorvegliando macchine e da esse si fa dettare i ritmi. In più
questo lavoro alienante fa accumulare stress, angoscia e depressione
nell'uomo( In
Europa i suicidi sono passati da 2,6 per 100mila abitanti del 1650,
epoca preindustriale, ai 6,9 del 1850 per arrivare oggi al 20 per
100mila abitanti. Decuplicati. Negli Stati Uniti 592 americani su
mille fanno uso abituale di psicofarmaci. In Italia il consumo di
farmaci antidepressivi e' salito del 310% dal 2000 al 2008. Nel solo
anno 2008 in Italia sono morte 502 persone a causa della droga).
L'uomo ha senso solo se consuma e produce. Ma la crescita non è
sempre un bene. Ad Auschwitz, Birkenau e tutti i campi di
concentramento c'è stata in quel periodo una crescita economica
incredibile. Non si era mai prodotto tanto e a costi cossi bassi. Ma
era vero progresso? Ne valeva la pena? Se non si era più in grado di
consumare, la fine era il forno crematorio. Ancora non siamo arrivati
a quel livello, ma chi non è più in grado di consumare e produrre
viene messo da parte perché non è più utile, non ha più senso.
Prova ne è il fatto che gli anziani, che una volta avevano molta
importanza in quanto saggi che insegnavano ai giovani con meno
esperienza, oggi sono considerati inutili. Per un motivo molto
semplice: non può più lavorare. Non può più “consumare per
stimolare la produzione”. E non può neanche insegnare ai giovani,
perché le tecnologie sono in continuo rinnovamento e un giovane le
impara molto più facilmente e rapidamente. E allora si manda il
nonno nella casa di riposo, a morire senza disturbare. Ci viene detto
che tutto questo è per un futuro migliore, che è vicino ad essere
realizzato. Ma quel futuro, è oggi. Un mondo governato dalla
spietata competizione non solo fra Stati, ma fra le singole persone.
La ricerca del benessere ci ha tolto per sempre la fiducia l'uno
nell'altro. Valori come l'amicizia e la lealtà non rientrano in
questo sistema. Anzi, sono avversarie della crescita. E non possiamo
neanche fare niente per cambiare questo sistema. Perché la
democrazia è considerato un valore supremo. Ma la democrazia non è
un valore. La democrazia è un insieme di meccanismi, niente di più.
È
una
specie di involucro che ricopre il sistema, che però con la
democrazia in sé non ha niente a che fare. Soprattutto la democrazia
rappresentativa, che è un vero e proprio ossimoro. La democrazia
rappresentativa è il sistema meno democratico che si potesse
inventare. La democrazia vera è esistita nell'antica Grecia, quando
in ogni città si riunivano tutti i cittadini della polis e si
prendevano le decisioni riguardati il proprio territorio. Tutti
contavano uno. Non c'era quello che parlava per gli altri, il
rappresentante. E i greci non avevano bisogno di chiamarla
democrazia, era semplicemente il metodo per vivere che ritenevano,
giustamente, migliore. La democrazia è esistita quando ancora non
chiamava democrazia. Ma la democrazia è attuabile nelle piccole
patrie. Come, appunto, le polis. Non certo negli Stati. Tant'è che
quando Rousseau teorizzò la democrazia diretta, faceva riferimento
alla piccola Ginevra, non certo a grandi stati come l'Italia,la
Francia etc. La democrazia rappresentativa invece è la morte della
democrazia. Eleggere delle persone a cui si delega il nostro potere.
I partiti. Delle vere e proprie associazioni a delinquere. Qualcuno
mi deve spiegare la differenza fra un clan mafioso e un partito. Il
clan mafioso lotta con gli altri clan per il potere, si spartisce il
sottopotere e procura dei privilegi ai propri uomini. Cosa fanno i
partiti? Lotta con gli altri partiti per il potere, si spartisce il
sottopotere e procura dei privilegi ai propri iscritti. Si creano, di
fatto, cittadini di serie A e cittadini di serie B. E quelli di serie
A fanno i propri comodi, fregandosene di quelli di serie B che per
cambiare le cose non possono fare niente. La democrazia
rappresentativa non prevede cittadini, ma sudditi. Siamo sudditi
della democrazia e schiavi del sistema di produzione. Ci siamo
costruiti proprio un bel mondo.
Giacomo
Cangi
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