Primo giorno di scuola per molti
studenti(per la prima volta dopo 13 anni la cosa non mi riguarda. In
compenso i corsi all'università mi sono cominciati già martedì
scorso). E mentre cominciano i primi timori per alunni e professori,
c'è chi invece degli studenti delle scuole pubbliche, se ne frega.
Mi direte: “e va bè, ognuno la pensa come gli pare e manda i figli
nella scuola che vuole”. Ci mancherebbe. Ma chi degli studenti
della scuola pubblica se ne frega altamente è chi ci governa. Spesso
sentiamo dire che governare un paese è come gestire bene la propria
famiglia. Se si hanno dei debiti, bisogna fare dei tagli, anche se è
una cosa spiacevole. Verissimo. Ma davvero l'istruzione è un settore
su cui è bene tagliare? È
una cosa giusta tagliare nella formazione della futura classe
dirigente, dei futuri avvocati, dei futuri magistrati, dei futuri
medici, dei futuri ingegneri e, in generale, dei futuri cittadini
italiani? Ammesso e non concesso che si possa tagliare
sull'istruzione, si da per scontato che i tagli debbano essere uguali
sia per le scuole pubbliche che per le scuole private. Invece no.
Sarebbe troppo normale, troppo giusto. Ma da un governo che di
normale e giusto non ha proprio niente, non ci si potrebbe aspettare
niente del genere. Non è stato toccato un solo centesimo alle scuole
private. Per le scuole pubbliche la situazione è ben diversa. Il 25
aprile 2011 Repubblica.it ci informava che quattro miliardi e 561
milioni di tagli previsti alle scuole pubbliche ogni anno dal 2012 al
2014. “Tredici miliardi e 683 milioni succhiati via a un organismo
in grave crisi di ossigeno a cui dal 2009 al 2011 ne sono stati
portati via già otto miliardi e 13 milioni (con 87 mila cattedre
annesse e 42 mila posti di personale amministrativo, tecnico,
ausiliario).” Per un totale di ventidue miliardi tolti alla scuola
pubblica italiana. “La quota del Pil oggi impegnata
nell'istruzione, il 4,2 per cento, secondo il nuovo Def calerà al
3,7 per cento nel 2015(...)Ovviamente, per consentire questo non ci
sarà contratto per i maestri e i prof fino al 2013”. Sarà sempre
più frequenti casi come quello di Vincenza D'Amico, insegnante di
educazione artistica, che dopo 37 anni di precariato ha ottenuto la
cattedra di docente di ruolo a 63 anni, a due anni dalla pensione. Ed
episodi come quello accaduto alla scuola materna Gazzaniga di Pavia,
quando due bambini rimasero feriti(per fortuna leggermente, ma non è
detto che la prossima volta vada così bene) a causa della caduta di
un metro quadrato di intonaco dal soffitto dell'aula giochi. Come se
non bastasse, i nostri governanti non solo fanno tagli enormi alla
sola scuola pubblica, ma non prendono neanche provvedimenti per far
calare il prezzo dei libri scolastici. Anzi, i prezzi aumentano.
Secondo un'indagine Federconsumatori, le spese per il materiale
scolastico
registrano
un aumento medio pari al 2-3%. Per la voce 'libri + dizionari',
denuncia l'associazione, la spesa media si aggira sui 481 euro
rispetto ai 468 euro dell'anno scorso. Le spese la voce libri +
dizionari, denuncia l'associazione, risultano, in media, pari a 481
euro, ovvero il 3% in più rispetto allo scorso anno (quando la spesa
si attestava a 468 euro). Un ragazzo di primo liceo ad esempio
spenderà 728,60 euro (423 euro di libri + 305,60 euro per 4
dizionari) + 461 euro, per un totale di ben 1.189,60 euro. Libri che
poi non andrebbero neanche bene perché, secondo il PdL,
nesconderebbero “tentativi subdoli di indottrinamento” per
“plagiare” le giovani generazioni “a fini elettorali” dando
“una visione ufficiale della storia e dell’attualità asservita a
una parte politica”, il centrosinistra, “contro la parte politica
che ne e’ antagonista”, ossia il centrodestra Una buffonata
clamorosa. E non finisce qui. Quello che inizia oggi è un anno
scolastico che si prevede un inferno per i ragazzi portatori di
handicap. Il sito de “Il Fatto Quotidiano” di oggi ci dice che
“quest'anno
sui banchi ci saranno 20mila studenti portatori di handicap in più e
i tagli della riforma Gelmini non consentono di aumentare
adeguatamente il numero dei professori per seguirli. Gave la
situazione in Lombardia: al Kandisky di Milano il rapporto tra
ragazzi e docenti è di 3,6 a 1(...)La Flc, il sindacato della scuola
della Cgil, ha denunciato la situazione particolarmente grave della
Lombardia, dove l’organico dei docenti di sostegno è rimasto
invariato (da 11.664 a 11.662), mentre gli studenti diversamente
abili saranno 1.785 in più”.
Per rispondere alla crisi non tutti hanno fatto così. Barack Obama,
per esempio, ha tagliato risorse al ministero degli Interni
americano, ma ha fatto crescere gli investimenti pubblici nella
scuola, nell'università, e nella ricerca. La cosa più normale del
mondo è che poi gli studenti protestino, ma neanche questo sta bene
ai politici come Maurizio Gasparri “quelle manifestazioni sono
frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate”. Fra i
parlamentari e gli europarlamenti italiani, oggi si contano 18
condannati. Non presunti, ma certi. Lo testimonia una condanna
definitiva. Perché non date il buon esempio dimettendovi senza
danneggiare ulteriormente gli studenti italiani?
Giacomo Cangi
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