lunedì 12 settembre 2011

STUDIATE FINCHÈ POTETE


Primo giorno di scuola per molti studenti(per la prima volta dopo 13 anni la cosa non mi riguarda. In compenso i corsi all'università mi sono cominciati già martedì scorso). E mentre cominciano i primi timori per alunni e professori, c'è chi invece degli studenti delle scuole pubbliche, se ne frega. Mi direte: “e va bè, ognuno la pensa come gli pare e manda i figli nella scuola che vuole”. Ci mancherebbe. Ma chi degli studenti della scuola pubblica se ne frega altamente è chi ci governa. Spesso sentiamo dire che governare un paese è come gestire bene la propria famiglia. Se si hanno dei debiti, bisogna fare dei tagli, anche se è una cosa spiacevole. Verissimo. Ma davvero l'istruzione è un settore su cui è bene tagliare? È una cosa giusta tagliare nella formazione della futura classe dirigente, dei futuri avvocati, dei futuri magistrati, dei futuri medici, dei futuri ingegneri e, in generale, dei futuri cittadini italiani? Ammesso e non concesso che si possa tagliare sull'istruzione, si da per scontato che i tagli debbano essere uguali sia per le scuole pubbliche che per le scuole private. Invece no. Sarebbe troppo normale, troppo giusto. Ma da un governo che di normale e giusto non ha proprio niente, non ci si potrebbe aspettare niente del genere. Non è stato toccato un solo centesimo alle scuole private. Per le scuole pubbliche la situazione è ben diversa. Il 25 aprile 2011 Repubblica.it ci informava che quattro miliardi e 561 milioni di tagli previsti alle scuole pubbliche ogni anno dal 2012 al 2014. “Tredici miliardi e 683 milioni succhiati via a un organismo in grave crisi di ossigeno a cui dal 2009 al 2011 ne sono stati portati via già otto miliardi e 13 milioni (con 87 mila cattedre annesse e 42 mila posti di personale amministrativo, tecnico, ausiliario).” Per un totale di ventidue miliardi tolti alla scuola pubblica italiana. “La quota del Pil oggi impegnata nell'istruzione, il 4,2 per cento, secondo il nuovo Def calerà al 3,7 per cento nel 2015(...)Ovviamente, per consentire questo non ci sarà contratto per i maestri e i prof fino al 2013”. Sarà sempre più frequenti casi come quello di Vincenza D'Amico, insegnante di educazione artistica, che dopo 37 anni di precariato ha ottenuto la cattedra di docente di ruolo a 63 anni, a due anni dalla pensione. Ed episodi come quello accaduto alla scuola materna Gazzaniga di Pavia, quando due bambini rimasero feriti(per fortuna leggermente, ma non è detto che la prossima volta vada così bene) a causa della caduta di un metro quadrato di intonaco dal soffitto dell'aula giochi. Come se non bastasse, i nostri governanti non solo fanno tagli enormi alla sola scuola pubblica, ma non prendono neanche provvedimenti per far calare il prezzo dei libri scolastici. Anzi, i prezzi aumentano. Secondo un'indagine Federconsumatori, le spese per il materiale scolastico registrano un aumento medio pari al 2-3%. Per la voce 'libri + dizionari', denuncia l'associazione, la spesa media si aggira sui 481 euro rispetto ai 468 euro dell'anno scorso. Le spese la voce libri + dizionari, denuncia l'associazione, risultano, in media, pari a 481 euro, ovvero il 3% in più rispetto allo scorso anno (quando la spesa si attestava a 468 euro). Un ragazzo di primo liceo ad esempio spenderà 728,60 euro (423 euro di libri + 305,60 euro per 4 dizionari) + 461 euro, per un totale di ben 1.189,60 euro. Libri che poi non andrebbero neanche bene perché, secondo il PdL, nesconderebbero “tentativi subdoli di indottrinamento” per “plagiare” le giovani generazioni “a fini elettorali” dando “una visione ufficiale della storia e dell’attualità asservita a una parte politica”, il centrosinistra, “contro la parte politica che ne e’ antagonista”, ossia il centrodestra Una buffonata clamorosa. E non finisce qui. Quello che inizia oggi è un anno scolastico che si prevede un inferno per i ragazzi portatori di handicap. Il sito de “Il Fatto Quotidiano” di oggi ci dice che “quest'anno sui banchi ci saranno 20mila studenti portatori di handicap in più e i tagli della riforma Gelmini non consentono di aumentare adeguatamente il numero dei professori per seguirli. Gave la situazione in Lombardia: al Kandisky di Milano il rapporto tra ragazzi e docenti è di 3,6 a 1(...)La Flc, il sindacato della scuola della Cgil, ha denunciato la situazione particolarmente grave della Lombardia, dove l’organico dei docenti di sostegno è rimasto invariato (da 11.664 a 11.662), mentre gli studenti diversamente abili saranno 1.785 in più”. Per rispondere alla crisi non tutti hanno fatto così. Barack Obama, per esempio, ha tagliato risorse al ministero degli Interni americano, ma ha fatto crescere gli investimenti pubblici nella scuola, nell'università, e nella ricerca. La cosa più normale del mondo è che poi gli studenti protestino, ma neanche questo sta bene ai politici come Maurizio Gasparri “quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate”. Fra i parlamentari e gli europarlamenti italiani, oggi si contano 18 condannati. Non presunti, ma certi. Lo testimonia una condanna definitiva. Perché non date il buon esempio dimettendovi senza danneggiare ulteriormente gli studenti italiani?

Giacomo Cangi

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