Le aperture all’ uguaglianza degli omosessuali di Obama sono contrastate con durezza dalla destra americana.
La pattuglia dei repubblicani che correranno alle primarie per ottenere la palma di sfidante di Barack Obama sembra ormai definita, così come è già stato individuato il nemico numero uno. Il “socialismo” del presidente è perennemente contestato, ma la difesa del matrimonio tradizionale tra uomo e donna appare la preoccupazione più forte dei candidati del GOP, preoccupatissimi delle aperture, invero timide, ai diritti delle coppie omosessuali iniziate sotto l’ Amministrazione democratica. Anche Rick Perry, il governatore del Texas attualmente favorito per la conquista della nomination repubblicana, ha firmato la promessa solenna a combattere le nozze tra persone dello stesso sesso.
Il Dipartimento di Giustizia a guida democratica aveva invece deciso recentemente di non sostenere più la legge federale introdotta a metà degli anni novanta, sostenuta dai repubblicani dell’epoca ma firmata da Bill Clinton. Un altro punto impegna l’eventuale presidente a nominare solo giudici che non riconoscono i diritti ai gay, mentre la quarta proposta è davvero divertente, perché prevede l’introduzione di una commissione che sorvegli le eventuali molestie subite da chi difende la famiglia tradizionale. Infine si chiede una nuova legge per far votare agli abitanti di Washington Dc sul matrimonio gay, introdotto dalla corte federale competente. Una richiesta un po’ difficile da far passare, visto che nella capitale americana i liberal ottengono normalmente il 90% dei voti, ma i difensori della fede non si rassegnano mai. Nella promessa solenne redatta da National Organization for Marriage mancano i riferimenti ai bei tempi della schiaviutà di un altro simile appello alla lotta al matrimonio gay, redatto da un gruppo conservatore dell’Iowa e firmato dall’eroina dei Tea Party Michelle Bachmann.
TUTTI DIETRO A MICHELLE BACHMANN – Nelle primarie democratiche del 2008 la vittoria andò a Barack Obama, ma l’agenda fu scritta da John Edwards. L’ex candidato alla Vice presidenza, poi convolto in questi anni da scandali di natura personale, spostò la linea del partito a sinistra sui temi più importanti, riforma sanitaria, ritiro dall’Iraq e lotta al riscaldamento globale. Probabilmente a Michelle Bachmann andrà come a Edwards, perché le sue chance di vittoria finale appaiono risicate, ma è indubbio che la Congresswoman del Minnesota stia spostando il partito repubblicano su posizioni conservatrici su tutti i temi sociali. Il Gop non ha mai brillato per liberalismo sui diritti civili, ma appaiono ormai fantascienza i tempi dove il candidato alla presidenza, come fece McCain nel 2008, poteva pensare ad un abortista come Joe Lieberman come candidato Vice, oppure che pubblicizzasse le posizioni della propria figlia, favorevole alle unioni gay. Tra i repubblicani anti Obama queste posizioni sono quasi del tutto scomparse, visto che sono rappresentate dal solo Jon Huntsman, ex governatore dello Utah, e ambasciatore in Cina per Obama, da mesi inchiodato all’1% nei sondaggi sulle primarie del Gop. Il pledge della National Organizazion for Marriage è stato firmato da tutti i big repubblicani. Prima Michelle Bachmann, poi Mitt Romney, ora è arrivato anche Rick Perry. I tre favoriti per la nomination della destra americana non hanno esitato a mettere il proprio nome sotto l’appello per il divieto e il contrasto dei matrimoni omosessuali. Un successo rivendicato dall’organizzazione conservatrice, che ha esultato per la firma del governatore del Texas.
Complimenti a Rick Perry per aver reso chiaro che è un campione del matrimonio tradizionale. Quando abbiamo creato la promessa solenne per il matrimonio il nostro intento era di spostare le posizioni presidenziali da vaghe affermazioni a azioni concrete in difesa del matrimonio. Con la sua firma di ieri, il Governatore Perry si unisce a Michelle Bachmann, Mitt Romney e Rick Santorum come firmatario del Marriage Pledge della National Organization for Marriage. Ognuno dei favoriti per la nomination del Gop ha così espresso il suo forte impegno per la difesa del matrimonio. La firma di Perry evidenzia in modo netto come, a differenza del 2008, nelle elezioni del prossimo anno le nozze gay saranno un argomento importante, perché la differenza tra il candidato repubblicano e il presidente Obama sarà molto grande.
Il messaggio del presidente dell’associazione, Brian Brown, evidenzia la possibilità di una replica del 2004, quando nello scontro tra Bush e Kerry l’attacco ai matrimoni omosessuali giocò un ruolo importante nella strategia di Karl Rove per la difesa della Casa Bianca. Obama è notoriamente tiepido sul punto, non essendosi mai dichiarato a favore delle nozze gay in modo chiaro, però la sua Amministrazione ha avanzato alcune cause importanti per la causa LGBT, in primis la fine della discriminazione nelle forze armate americane, e la base democratica è sempre più schierata in favore dell’uguaglianza per gli omosessuali.
PERRY, IL FAVORITO - Il governatore del Texas guida attualmente tutti i sondaggi sulle primarie repubblicane, che formalmente inizieranno a febbraio 2012, con i caucus dell’Iowa, a meno di eventuali anticipi al calendario proposto dal comitato nazionale del Gop. Rick Perry sembra la figura più autorevole per rappresentare le istanze conservatrici che dominano la base della destra statunitense. Nel più recente sondaggio condotto da Gallup, il governatore del Texas domina tra coloro che appoggiano il Tea Party, ed è il candidato nettamente preferito per quegli elettori che mettono i diritti civili al primo posto, ovviamente declinandoli in senso conservatore. Anche su economia e spese del governo Perry rimane il candidato preferito dalla base repubblicana, ma il suo vantaggio sui rivali è più contenuto. Mitt Romney, che aveva guidato a lungo la competizione demoscopisca, incassa così il prezzo della freddezza dei conservatori nei suoi confronti, non emersa in modo chiaro in precedenza per mancanza di candidati altrettanto autorevoli. Michelle Bachmann ha visto così occupare con maggior forza lo spazio politico conquistato in precedenza. Attualmente Rick Perry appare dunque il chiaro favorito per la vittoria finale, più per la rapidità con la quale ha conquistato il primato, solo demoscopico, che per i margini, invero abbastanza netti, finora acquisiti. La storia recente, proprio in casa repubblicana, insegna però a valutare con cautela gli attuali sondaggi. Nell’agosto del 2007 John McCain rischiava di chiudere la sua campagna per mancanza per fondi, per poi resuscitare in New Hampshire e avviarsi alla conquista della nomination. La strada è ancora lunga, però la debolezza di Romney, inviso a buona parte del Gop per il suo profilo moderato, o meno conservatore degli altri candidati, e di Michelle Bachmann, popolare nella base repubblicana ma poco eleggibile nelle elezioni generali, appaiono due aspetti molto favorevoli a Perry. Gli altri candidati al momento non esistono, tanto che il più autorevole tra quelli meno popolari, Tim Pawlenty, ha preferito ritirarsi. Ron Paul, Cain, Santorum o Gingrich appaiono incapaci di resurrezioni a là McCain, mentre Jon Huntsman sembra condurre una campagna elettorale per un Gop che magari in futuro esisterà, ma al momento semplicemente non esiste.
“I GAY? COME GLI ALCOLIZZATI”- Le credenziali conservatrici di Rick Perry sono molto chiare. Prima di candidarsi alla presidenza il governatore del Texas ha guidato un raduno di preghiera, per evidenziare la sua fede religiosa. Guida uno Stato dove l’economia sta andando bene, un chiaro asset nella sfida contro Obama, dove il welfare è molto contenuto, come piace al Tea Party. Sugli omosessuali Perry ha più volte espresso posizioni molto chiare, che si sposano bene con lo spirito conservatore della base conservatrice. In un suo libro del 2008, “On My Honor”, il candidato repubblicano aveva paragonato l’omosessualità all’alcolismo.Anche se un alcolizzato è senza potere una volta che l’alcol entra nel suo corpo, allo stesso tempo sceglie di bere. E, anche se qualcuno è attratto da una persona dello stesso sesso, egli o ella compie la scelta di fare sesso con un’altra persona dello stesso genere
Nel libro, un encomio ai boyscout, Perry non si era espresso sull’origine dell’ omosessualità, ovvero se è naturale come pensa Obama oppure dettata da Satana come ritiene la Bachmann, ma aveva rimarcato come i gay dovrebbe scegliere l’astinenza. La campagna di Rick Perry non ha dichiarato se il governatore sostiene ancora simili tesi, che certo sono molto coerenti con quanto fatto alla guida del Texas. Nel 2003 la Corte Suprema aveva annullato la legge dello Stato guidato da Perry che rendeva penalmente punibile il sesso anale tra due persone dello stesso sesso. La sentenza Lawrence v. Texas fu duramente criticata dal governatore, che negli anni successivi ha sempre corso su una piattaforma del Gop che prevedeva il ripristino della sanzione penale per chi aveva rapporti di tipo omosesssuale. Nonostante la bocciatura della Corte Suprema, Perry non ha mai appoggiato i progetti di legge che prevedevano di cancellare la legge anti sesso gay, la cosiddetta sodomy law, dai registri della legislazione texana. Come gli altri leader del Gop, la fede anti omosessuali di Rick Perry è indiscutibile, una condizione essenziale nella destra statunitense del 2011.
FONTE
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