
La ridente Monza ospita dal 23 luglio gli uffici ministeriali del nord. Il presidente Napolitano quando ormai i giochi erano fatti e le sedi pronte e confezionate, ha confessato al Corriere della Sera di essere molto preoccupato per il decentramento dei ministeri fortemente voluto dai leghisti e dal loro pressing senza precedenti. Nonostante gli uffici siano stati inaugurati la scorsa settimana con tanto di festa e bandiere del carroccio, saranno operativi soltanto da settembre. Il fatto quotidiano ha infatti pubblicato un articolo sul numero di ieri, che racconta l’incursione del deputato Volontè presso gli uffici ministeriali di Monza, misteriosamente chiusi, senza una segreteria, un’ indicazione o un avviso che rendesse nota ai cittadini l’operatività delle sedi che ospiteranno Tremonti, Calderoli, Brambilla e Bossi.
Roma ladrona all’incipit dell’ormai famoso ritornello leghista, è l’ennesimo boomerang che torna indietro al senatùr e ai suoi soci, colpevoli di essere se stessi nient’altro che se stessi e di poterlo essere per l’ennesima volta liberamente, senza la pronta indignazione degli italiani.
Durante l’inaugurazione Bossi sventolava nel pugno un gruzzolo di euro, a mostrare simbolicamente come la Lega sarà in grado (A PAROLE) di badare alle spese delle nuove sezioni ministeriali, senza dover gravare sulle casse dello Stato. Eh già, quello stesso stato che vara manovre economiche perchè senza denaro, ma che promuove tale dislocamento con evidente dispendio di soldi, quello stesso stato che si sveglia troppo tardi e troppo tardi si chiede cosa rappresenti la fotografia del presidente della repubblica affiancata alla statuetta di Alberto Giussano, pesantemente ammainata dal leggiadro Calderoli. Il giuramento di Pontida affianco alla stella simbolo della repubblica italiana, è un accostamento che non convince nessuno ma da vent’anni.
In attesa della risposta del premier alle perplessità di Napolitano ci rimettiamo a dormire che siamo stanchi.
Valentina Di Cesare
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