venerdì 12 agosto 2011

LE RAGIONI PROFONDE DELLA CRISI


Roma - Ormai è finito il tempo delle bugie e della demagogia politica, è finito il tempo dei governanti commissariati ed è finito soprattutto l'avvenire delle generazioni future: è questo nel succo il panorama italiano. La nuova mazzata che colpirà gli italiani al ritorno dalle vacanze potrebbe dare il colpo di grazia a questo Paese.

Dal tronde questa crisi è una riconducibile ad una contrazione della domanda che quindi dovrebbe essere stimolata da una minore tassazione, così da far guadagnare alle famiglie potere d'acquisto e stimolare le imprese ad assumere lavoratori, non a licenziarli. Ciò può essere tradotto anche in più risparmio, poichè possedere più potere d'acquisto vuol dire sia consumare una parte del reddito disponibile (circa lo 0,8)* ma riprendere anche a risparmiare (circa lo 0,2)*, il risparmio va quindi poi ad aumentare i depositi bancari che potranno concedere nuovi prestiti alle PMI. Far ripartire così l'economia, accrescere il PIL, contribuire positivamente alla riduzione del debito pubblico.

Per onor di cronaca, è stato fatto esattamente il contrario.

Ma l'origine del debito pubblico non è solamente una questione che risale, come ha detto Berlusconi, dal 1970 colpa dei precedenti Governi di sinistra, sarà pur vero ma in realtà il denaro è solo carta straccia.
E si, avete letto bene.
Ve lo spiego brevemente, la moneta non è legata a nessun bene reale, solo una parte di essa è rappresentata dall'oro delle riserve delle banche centrali, questo perchè non c'è più il sistema della parità aurea. Fino al 1933 ogni banconota stampata corrispondeva ad un preciso ammontare di oro equivalente alla moneta stessa. Dal 1933 la FED ovvero la Banca Centrale USA, ancora nel pieno della prima pesante crisi del Nuovo Mondo, comincia a rastrellare l'oro in circolazione, e in conseguenza anche agli accordi di Bretton Woods, oltre alla nascita del WTO, del FMI e della Banca Mondiale venne stabilita una nuova economia monetaria: tassi d'interesse variabili e abolizione della parità aurea.

L'agghiacciante conseguenza di questo sistema è in sintesi che se per assurdo l'Italia e tutti gli italiani ripagassero sia i debiti privati che quelli pubblici non ci sarebbe più in circolazione alcuna banconota. E senza contare gli interessi bancari sui debiti da restituire. In più questo sistema crea un'elevatissima inflazione, si stima già che dalla sua entrata in corso, l'Euro abbia perso il 50% del suo potere d'acquisto. L'economia reale è di fatto in stagflazione: stagnazione più inflazione. Nella pratica le banche centrali (che sono organismi privati, con azionariato privato ma soggetti di diritto pubblico) prestano soldi allo Stato che emette i certificati di debito pubblico che possono essere acquistati all'asta solo dai soggetti autorizzati dalla Banca Centrale stessa che comunque immette moneta nel sistema e gestisce il debito pubblico.
Questo meccanismo è alla base del Signoraggio bancario, pratica che permette alle banche di creare moneta dal nulla.
L'unica soluzione concreta per uscire dalla crisi è che a livello mondiale si dovrebbe ristabilire la parità aurea.

di Serena Pulitani

per approfondimenti sul signoraggio bancario:
http://www.youtube.com/watch?v=KtUmc1Z6f_8
http://www.youtube.com/watch?v=xdMpD_7PaEk&NR=1
http://www.youtube.com/watch?v=liwjQOJikuQ&NR=1


*Gli economisti stimano che una variazione del potere d'acquisto, quindi un maggior reddito disponibile in termini reali in media è così suddiviso dagli agenti economici 80% dell'aumento sarà destinato al consumo ed il restante 20% andrà ad aumentare il risparmio.



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