martedì 6 settembre 2011

SCHIAVI DEL PETROLIO PER ALTRI 130 ANNI


A leggere un articolo del 1 settembre rilasciato dall'agenzia ANSA c'è da stare tranquilli: “Altro che fine del petrolio, con scenari apocalittici che vedono il prezzo dell'oro nero schizzare sempre più in alto e guerre commerciali per accaparrarsi le ultime gocce. Le riserve ci sono e con i nuovi metodi studiati dai ricercatori di tutto il mondo sarà anche più facile trovarle e sfruttarle.” Evvai, Tiriamo fuori lo champagne. “Già due o tre anni fa, prima della crisi, le riserve stimate erano di 130 anni - spiega Aldo Vesnaver, che passa sei mesi l'anno in Arabia Saudita a insegnare le tecniche di estrazione ai ricercatori arabi -, ora che i consumi sono calati, il petrolio potrebbe durare ancora più a lungo.” Altro che la cura per il cancro, l'aids o la soluzione per la fama nel mondo. Questa è la notizia che noi tutti aspettavamo con ansia. E ora siamo tutti contenti. I prossimi 130 anni, infatti, saranno felici e spensierati come quelli appena passati. Chissà quante “missioni di pace” potranno fare gli Stati Uniti in 130 anni in chissà quanti paesi per portare la democrazia e prendersi i pozzi di petrolio. Dall'inizio della guerra in Iraq, sono morti 102347 civili se si guardano i dati più ottimisti, se si guardano quelli più pessimisti i morti civili sono 111864(fonte: iraq body count). Ma in 130 anni chissà quanti altri ce ne saranno. Gli americani sono riusciti a conquistare l'Iraq ma non si cono ancora riusciti, e mai ci riusciranno, con l'Afghanistan. Perché gli afghani sono un popolo che alla propria indipendenza, alla propria cultura alle proprie tradizioni, alle proprie istituzioni, ai propri modi di vedere la vedere la vita e la morta ci tengono. Nell'ottocento riuscirono a cacciare gli inglesi, nel novecento i sovietici. Adesso ci stanno riuscendo con gli americani, anche se ormai la “cultura superiore” a stelle e strisce ha distrutto materialmente il paese. Ma non solo. Hanno distrutto anche la socialità, l'economia, la mentalità , i valori, le tradizioni e i costumi del paese. Chissà quanti alteri paesi potranno distruggere gli americani in 130 anni. Malauguratamente potrebbero anche attaccare un paese che ha la bomba atomica, e allora sarebbero dolori. Ma per il tanto amato e venerato “oro nero” questo ed altro. Nei soli mesi fra gennaio e giugno del 2011 sono morti 1500 civili afghani. Ma in 130 anni si potrà fare sicuramente di più. E questi erano i soli Stati Uniti d'America. Il mondo ora è cambiato, i padroni del mondo non sono più loro, ma la Cina e i paesi arabi. E questi paesi, per accaparrarsi i pozzi di petrolio di tutto il mondo potrebbero usare, da un certo punti di vista anche legittimamente(“perché gli americani sì e noi no?”), gli stessi modi brutali e criminali degli Stati Uniti. Una vera e propria terza guerra mondiale per il petrolio. La stessa agenzia ANSA il 5 settembre rende noto che “In totale quattro milioni di persone soffrono della crisi alimentare in Somalia, di queste 750 mila rischiano la morte nei prossimi quattro mesi in assenza di una risposta adeguata”. Ma la Somalia ha un difetto: è un paese senza pozzi di petrolio. Di conseguenza non verranno americani con a fianco i loro cagnolini italiani(che qualcuno ha anche il coraggio di chiamare eroi) a portare la pace e la democrazia. Li lasceranno tranquillamente morire di fame per poi promettere, in periodo di campagna elettorale, di aumentare gli aiuti umanitari per i paesi in difficoltà. Chissà in 130 anni quanti paesi moriranno di fame solo perché non hanno un po' di petrolio sottoterra...

Giacomo Cangi

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