A leggere un articolo del 1 settembre
rilasciato dall'agenzia ANSA c'è da stare tranquilli: “Altro che
fine del petrolio, con scenari apocalittici che vedono il prezzo
dell'oro nero schizzare sempre più in alto e guerre commerciali per
accaparrarsi le ultime gocce. Le riserve ci sono e con i nuovi metodi
studiati dai ricercatori di tutto il mondo sarà anche più facile
trovarle e sfruttarle.” Evvai, Tiriamo fuori lo champagne. “Già
due o tre anni fa, prima della crisi, le riserve stimate erano di 130
anni - spiega Aldo Vesnaver, che passa sei mesi l'anno in Arabia
Saudita a insegnare le tecniche di estrazione ai ricercatori arabi -,
ora che i consumi sono calati, il petrolio potrebbe durare ancora più
a lungo.” Altro che la cura per il cancro, l'aids o la soluzione
per la fama nel mondo. Questa è la notizia che noi tutti aspettavamo
con ansia. E ora siamo tutti contenti. I prossimi 130 anni, infatti,
saranno felici e spensierati come quelli appena passati. Chissà
quante “missioni di pace” potranno fare gli Stati Uniti in 130
anni in chissà quanti paesi per portare la democrazia e prendersi i
pozzi di petrolio. Dall'inizio della guerra in Iraq, sono morti
102347 civili se si guardano i dati più ottimisti, se si guardano
quelli più pessimisti i morti civili sono 111864(fonte: iraq body
count). Ma in 130 anni chissà quanti altri ce ne saranno. Gli
americani sono riusciti a conquistare l'Iraq ma non si cono ancora
riusciti, e mai ci riusciranno, con l'Afghanistan. Perché gli
afghani sono un popolo che alla propria indipendenza, alla
propria cultura alle proprie tradizioni, alle proprie istituzioni, ai
propri modi di vedere la vedere la vita e la morta ci tengono.
Nell'ottocento riuscirono a cacciare gli inglesi, nel novecento i
sovietici. Adesso ci stanno riuscendo con gli americani, anche se
ormai la “cultura superiore” a stelle e strisce ha distrutto
materialmente il paese. Ma non solo. Hanno distrutto anche la
socialità, l'economia, la mentalità , i valori, le tradizioni e i
costumi del paese. Chissà quanti alteri paesi potranno distruggere
gli americani in 130 anni. Malauguratamente potrebbero anche
attaccare un paese che ha la bomba atomica, e allora sarebbero
dolori. Ma per il tanto amato e venerato “oro nero” questo ed
altro. Nei soli mesi fra gennaio e giugno del 2011 sono morti 1500
civili afghani. Ma in 130 anni si potrà fare sicuramente di più. E
questi erano i soli Stati Uniti d'America. Il mondo ora è cambiato,
i padroni del mondo non sono più loro, ma la Cina e i paesi arabi. E
questi paesi, per accaparrarsi i pozzi di petrolio di tutto il mondo
potrebbero usare, da un certo punti di vista anche
legittimamente(“perché gli americani sì e noi no?”), gli stessi
modi brutali e criminali degli Stati Uniti. Una vera e propria terza
guerra mondiale per il petrolio. La stessa agenzia ANSA il 5
settembre rende noto che “In
totale quattro milioni di persone soffrono della crisi alimentare in
Somalia, di queste 750 mila rischiano la morte nei prossimi quattro
mesi in assenza di una risposta adeguata”. Ma la Somalia ha un
difetto: è un paese senza pozzi di petrolio. Di conseguenza non
verranno americani con a fianco i loro cagnolini italiani(che
qualcuno ha anche il coraggio di chiamare eroi) a portare la pace e
la democrazia. Li lasceranno tranquillamente morire di fame per poi
promettere, in periodo di campagna elettorale, di aumentare gli aiuti
umanitari per i paesi in difficoltà. Chissà in 130 anni quanti
paesi moriranno di fame solo perché non hanno un po' di petrolio
sottoterra...
Giacomo
Cangi
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