martedì 23 agosto 2011

Marea nera in Cina


E’ un’estate di maree nere. Ieri ha preso una brutta piega quella che va avanti a singhiozzo in Cina da un paio di mesi e che ultimamente sembrava domata: scoperti altri nove punti, diconsi nove, da cui il petrolio esce in mare dal fondale. Sono racchiusi un un’area di una quindicina di metri di diametro.
Il disastro sta interessando la regione di Bohai, sulla costa nordorientale della Cina, dove la pesca è (era…) fiorente. Fino alla scoperta delle nove ulteriori perdite, ufficialmente erano usciti in mare 700 barili di petrolio e 2.500 barili di fluidi lubrificanti per la trivellazione petrolifera a base di oli minerali: ancor più inquinanti del petrolio.
Totale ufficiale, 3.200 barili. Fino a questo momento sia il Governo cinese sia la compagnia petrolifera hanno mostrato – tanto per cambiare – silenzi e reticenze.
La marea nera sta sprigionandosi da una piattaforma situata su un campo petrolifero dove l’americana ConocoPhillips opera per il 49%; il 51% è controllato dalla cinese Cnoc (China National Offshore Oil Corporation), che appartiene completamente al Governo. La gestione è però affidata agli americani.
A partire dal 4 giugno si sono verificate tre perdite, ciascuna delle quali della durata di uno-tre giorni. Coperti di petrolio 840 chilometri quadrati di mare.
Il Governo della Cina ha ammesso l’incidente solo il 5 luglio, quando la prima e la seconda perdita sembravano ormai roba da archivio e la terza non si era ancora prodotta. L’ha fatto perchè la notizia era uscita su internet ad opera di un blogger cinese.

Secondo il Governo cinese, è tutta colpa del gestore americano. Il quale venerdì ha annunciato che il mare era stato completamente ripulito.
Il giorno successivo (cioè ieri, sabato) la Cina ha dichiarato che ConocoPhillips ha ammesso l’esistenza di nove punti da cui il petrolio esce dal fondale, senza fornire ulteriori dettagli.
Il portavoce di Conoco Phillips ha aggiunto che le nove perdite sono ravvicinate e piccole, complessivamente rilasciano in mare solo due litri al giorno. Sostiene che presumibilmente sono legate alla perdita del 17 giugno.
In attesa di analisi, sempre secondo la società, si tratta di residui di fluido per trivellazioni che stanno venendo a galla; tutte le gocce che arrivano alla superficie del mare sono immediatamente ripulite.
ConocoPhillips, ha detto ancora il portavoce, sta sviluppando piani per fermare la perdita. Significa che non sa (ancora) come fare, nè quando potrà fermarla.





Su Associated Press la Cina dice che ConocoPhillips ha trovato altre nove perdite (via Yahoo! News)
Su No all’Italia petrolizzata Bohai, altre perdite di petrolio in Cina
Foto imnotjustpatrick
http://blogeko.iljournal.it/2011/marea-nera-in-cina-scoperti-altri-nove-punti-dai-quali-il-petrolio-esce-dal-fondale/63303

Ti è piaciuto l’articolo? Offrici un caffé! Sostieni Free Italy! (È sufficiente essere iscritti a Paypal o avere una carta di credito, anche Postepay)

share su Facebook Condividi su Buzz vota su OKNotizie vota su Diggita Condividi su Buzz vota su Wikio vota su Fai Informazione Add To Del.icio.us Digg This Fav This With Technorati Condividi su FriendFeed Condividi su Reddit Condividi su MySpace segnala su Technotizie

Etichette: , ,

0 commenti:

Posta un commento

 
Design by Wordpress Theme | Bloggerized by Free Blogger Templates | JCPenney Coupons