L’innalzamento della soglia del reddito per il contributo di solidarietà sarebbe un aiuto dell’Esecutivo a una parte del suo elettorato. Con l’aumento dell’Iva si vorrebbero colpire gli evasori, ma a pagare il rialzo dei prezzi sarebbero soprattutto i redditi più bassi
Contributo di solidarietà: il governo vuole alzare la soglia da 90 mila a 100 mila euro. Quali sarebbero le differenze?
“Se la soglia di reddito per il contributo di solidarietà salisse da 90 a 100 mila euro, saremmo di fronte a un piccolo sconto per chi denuncia redditi così alti. Bisogna tener presente che se cambia la soglia di esenzione, vengono tassati i redditi sopra i 90 mila euro o sopra i 100 mila euro; per cui se la soglia sale da 90 a 100 mila tutti i redditi – anche superiori ai 100 mila euro – risparmiano la tassa su quei 10 mila euro tra 90 e 100 mila. E’ tecnicamente un po’ complicato, ma insomma nella sostanza l’aliquota del 5% che paga chi guadagna 100 mila euro, per esempio, sarebbe di circa 300 euro, tenuto conto della deducibilità dell’imposta. Per cui praticamente tutti quelli che stanno sopra i 90 mila euro, che poi abbiamo visto essere relativamente pochi, alzando la soglia a 100 mila pagheranno 300 euro in meno di tassa. E sostanzialmente ogni 10 mila euro che hanno di reddito sopra i 100 mila euro ne pagheranno grossomodo 300 di tasse. È una sorta di “sconto” che il Governo sta pensando di fare, poi vedremo come va a finire, a un settore ben preciso di quello che considera il suo elettorato.”
Un’ ipotesi al vaglio, è quella di eliminare il contributo di solidarietà e di aumentare l’Iva. Quali sarebbero gli effetti? Salirebbe il prezzo dei beni di consumo?
“Sicuramente un aumento dell’IVA, dal 20 al 21% provocherebbe un aumento dei prezzi dell’1%, il che può sembrare poco, ma potrebbe avere degli effetti sull’inflazione (oggi attorno al 2%) abbastanza significativi, e anche degli effetti moltiplicativi sui prezzi.
D’altra parte è anche vero che siamo comunque in un periodo di bassa inflazione, e quindi da questo punto di vista è giustificato ricorrere alla leva fiscale dell’IVA senza timori eccessivi.
La vera natura di questa operazione sull’IVA va spiegata con la caratteristica peculiare del nostro Paese, che è caratterizzato dall’evasione fiscale sui redditi; tra l’altro c’è un’evasione dell’IVA molto diffusa, perché provocata dalla volontà di nascondere i redditi da parte di aziende e professionisti.
Bisogna dire una cosa molto semplice: l’IVA, cioè l’imposta sui consumi, è un’imposta che gli intellettuali definiscono regressiva, cioè il contrario dell’imposta progressiva. È un’imposta checolpisce maggiormente i redditi bassi rispetto ai redditi alti, per la semplice ragione che il reddito basso viene destinato quasi completamente ai consumi, quindi è tassato di più, il reddito alto viene destinato in parte minore ai consumi e quindi viene tassato, di fatto, di meno da un aumento dell’IVA. Però la ragione per cui nessuno, nemmeno i sindacati, o i partiti di sinistra, protestano più di tanto contro l’aumento dell’IVA è che in un paese particolare, come l’Italia, l’IVA è una tassa che pagano tutti. Se io aumento l’IVA sul pane ho la certezza che questa maggiore imposta verrà pagata anche dagli evasori fiscali. Quindi è un’operazione che si basa su un’idea un po’ perversa di riequilibrio fiscale, spostando il peso delle tasse dal reddito – in cui c’è fortissima evasione – ai consumi in cui, almeno in parte, l’evasione è più difficile.”
D’altra parte è anche vero che siamo comunque in un periodo di bassa inflazione, e quindi da questo punto di vista è giustificato ricorrere alla leva fiscale dell’IVA senza timori eccessivi.
La vera natura di questa operazione sull’IVA va spiegata con la caratteristica peculiare del nostro Paese, che è caratterizzato dall’evasione fiscale sui redditi; tra l’altro c’è un’evasione dell’IVA molto diffusa, perché provocata dalla volontà di nascondere i redditi da parte di aziende e professionisti.
Bisogna dire una cosa molto semplice: l’IVA, cioè l’imposta sui consumi, è un’imposta che gli intellettuali definiscono regressiva, cioè il contrario dell’imposta progressiva. È un’imposta checolpisce maggiormente i redditi bassi rispetto ai redditi alti, per la semplice ragione che il reddito basso viene destinato quasi completamente ai consumi, quindi è tassato di più, il reddito alto viene destinato in parte minore ai consumi e quindi viene tassato, di fatto, di meno da un aumento dell’IVA. Però la ragione per cui nessuno, nemmeno i sindacati, o i partiti di sinistra, protestano più di tanto contro l’aumento dell’IVA è che in un paese particolare, come l’Italia, l’IVA è una tassa che pagano tutti. Se io aumento l’IVA sul pane ho la certezza che questa maggiore imposta verrà pagata anche dagli evasori fiscali. Quindi è un’operazione che si basa su un’idea un po’ perversa di riequilibrio fiscale, spostando il peso delle tasse dal reddito – in cui c’è fortissima evasione – ai consumi in cui, almeno in parte, l’evasione è più difficile.”
Se l’Italia tassasse tutti i conti correnti dell’1% incasserebbe abbastanza denaro per allontanare lo spettro della recessione. Può essere una strada percorribile?
“Un prelievo fiscale sulle giacenze di conto corrente sarebbe di fatto una forma di patrimoniale, quella più assurda. L’ha già fatto Giuliano Amato nel 1992 prelevando a sorpresa, durante la notte, il 6 per 1000 su tutte le giacenze di conto corrente. Questo significa che se il miliardario in quel momento sul conto corrente ha poco viene tassato poco, il poveraccio che magari proprio quel giorno, come è capitato a qualcuno nel ’92, aveva sul conto corrente tutti i risparmi di una vita perché gli servivano il giorno dopo per comprare la casa, è stato tassato su tutti i risparmi di una vita. Solo l’idea di pensare ad una cosa del genere, in cui casualmente si va a pescare i soldi che uno tiene un certo giorno sul conto corrente, è un’idea demenziale che io spero che nessuno voglia percorrere, perché lì veramente, tra l’altro, c’è il rischio che la gente si arrabbi. Se uno si sta comprando l’automobile e paga il saldo della sua auto nuova il giorno prima del prelievo non viene più tassato, se invece doveva farlo il giorno dopo viene tassato, questa è una follia.
Io tra l’altro non credo che questa cosa possa essere fatta, tra l’altro è pericolosissimo solo parlarne, perché potrebbe indurre chiunque ad andare in banca a portar via i suoi soldi. Rischiamo di avere la cosiddetta ‘corsa agli sportelli’ per cui se tutti i cittadini vanno in banca e chiedono indietro i loro soldi il sistema finanziario italiano collassa.”
Io tra l’altro non credo che questa cosa possa essere fatta, tra l’altro è pericolosissimo solo parlarne, perché potrebbe indurre chiunque ad andare in banca a portar via i suoi soldi. Rischiamo di avere la cosiddetta ‘corsa agli sportelli’ per cui se tutti i cittadini vanno in banca e chiedono indietro i loro soldi il sistema finanziario italiano collassa.”
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